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Aree di intervento

EDUCAZIONE

I 202 bambini che frequentano la sezione Nursery, la nostra scuola materna, il 20 giugno 2018 hanno ricevuto un grandissimo regalo. Finalmente lo spazio antistante le loro aule è diventato un’area attrezzata con scivoli, altalene e giostrine.
Grazie ai lavori di livellamento del terreno e la distribuzione della sabbia per rendere la zona più adatta al gioco, ben 5 scivoli, 6 altalene e 2 giostrine con 6 sedili l’una sono stati installati nel cortile della sezione nursery.
Intervalli ancora più divertenti per i piccoli dell’asilo avventurano sugli scivoli, che si dondolano sulle altalene e sulle giostrine girevoli sotto gli occhi attenti delle loro insegnanti.
E questo grazie ai donatori italiani che hanno sostenuto questo progetto per arricchire di un’area gioco la scuola materna di padre Giovanni Scalabrini.
Un modo per rendere ancora più ricca e interessante l’esperienza educativa dei nostri bambini, che possono trovare nella scuola nuovi stimoli ed esperienze positive.

Il traffico dell’Uganda non è esattamente come quello delle nostre città e soprattutto nelle ore di punta è quasi impossibile muoversi per la strada perché il traffico è caotico; automobili, boda boda, camion e altri automezzi si muovono in modo disordinato e i clacson assordanti sono il rumore di sottofondo della “giungla della strada”.
Spostarsi a piedi è quindi molto pericoloso. Eppure, tutti i giorni molte donne si fermano ai bordi delle strade per vendere verdure e portano con sé anche i figli piccoli, inoltre moltissimi studenti si muovono a piedi per raggiungere la scuola.
I bambini, solitamente, partono molto presto al mattino e insieme a qualche amico e ai fratelli più grandi percorrono lunghi tragitti per arrivare a scuola.
Alla BCK Primary School, degli oltre 1000 bambini che la frequentano, sono circa 250 quelli che abitano lontano, per questo che ci siamo resi conto della necessità di uno scuolabus che potesse aiutare anche gli studenti più distanti.
La scuola ne aveva già uno in dotazione ma le sue condizioni non erano buone a causa dei numerosi viaggi effettuati e, inoltre, non era sufficiente per trasportare tutti i bambini che ne avevano l’esigenza.
Abbiamo fatto subito presente il bisogno ai nostri donatori che, con generosità, hanno risposto all’appello rendendo possibile l’acquisto nel nuovo mezzo.
Finalmente, lo scorso aprile, il nuovo autobus è arrivato alla BCK Primary School e le reazioni gioiose e piene di entusiasmo dei bambini ci hanno fatto capire quanto lo desiderassero.
Ovviamente non vedevano l’ora di provarlo ma prima del “giro di prova” father Isidoro ha benedetto l’automezzo e la cerimonia è stata accompagnata dai canti dei bambini.
In seguito, le maestre hanno concesso agli studenti di salire che hanno preso posto sul nuovo mezzo con un entusiasmo incontenibile.
Il nuovo autobus è davvero motivo di orgoglio per la BCK Primary School tanto che ancora adesso, dopo settimane dal suo arrivo, la scuola cerca di conservarlo come un vero “gioiello”. Ormai viene regolarmente utilizzato per i trasporti degli studenti ma il celophanne che ricopre i sedili ancora non è stato tolto. Quando chiediamo il motivo a father Isidoro, ci risponde: “Beh, almeno tutti vedono che è nuovo!”.
Grazie di cuore a tutti i nostri donatori che hanno reso possibile l’acquisto del nuovo mezzo di trasporto.
Ora il tragitto casa – scuola sarà per tutti i bambini più facile e sicuro.

SALUTE

Anche quest’anno gli studenti dell’Università Cattolica avranno l’opportunità di partecipare all’UCSC Charity Work Program in Uganda. Si tratta di un programma di solidarietà promosso dall’Università Cattolica che ogni estate manda in diversi paesi del mondo numerosi studenti per vivere un’esperienza di volontariato. Dopo l’esperienza positiva dello scorso anno, gli studenti della BCK non vedono l’ora di incontrare le prossime insegnanti che trascorreranno con loro un mese questa estate. I bambini non le conoscono ancora, ma Sara, Giulia e Vera si stanno già preparando per vivere al meglio questa nuova esperienza. Noi le abbiamo incontrate per spiegare loro il contesto e le attività e ci sono sembrate davvero in gamba. Vogliamo farle conoscere anche a voi attraverso quello che hanno scritto nella lettera di presentazione: Sara Giuliani, laureata in scienze dell’educazione e ora iscritta alla magistrale di Consulenza Pedagogica: “Ho scelto di partecipare al Charity perché credo che sia un’esperienza unica che mi permetterà di mettermi in gioco, di scoprire i miei limiti, ma anche le mie risorse. Non vedo l’ora di partire e di lasciarmi stupire dalla gioia di vivere, dalla felicità e dall’amore delle persone che incontrerò!”; Giulia Gafforio, 23 anni, laureata in Scienze dell’educazione: “Sono davvero contenta di poter partecipare al Charity in Uganda. Il volontariato ha sempre fatto parte della mia vita ed è attraverso le esperienze vissute che ho capito qual è la mia vocazione: essere al servizio degli altri. Credo che il Charity rappresenti per me l’opportunità, non solo di mettere in pratica quello che ho imparato attraverso i miei studi, ma anche di conoscere sempre di più me stessa e capire quello che voglio per il futuro”; Vera Brunelli, 21 anni, studentessa di Scienze della formazione: “Ho scelto di partire per l’Africa perché spero di aprirmi a nuovi orizzonti e a nuove culture, mi auguro di poter essere di aiuto ai bambini ugandesi e di poter mettere a servizio dei bambini le mie competenze e le mie conoscenze di insegnante, consapevole di trovare un sistema scolastico diverso da quello italiano. Ho voglia di mettermi alla prova sia come persona, sia come insegnante”. Saranno 6 gli studenti di medicina della Università Cattolica di Roma che avranno l’opportunità di affiancare i medici del nostro ospedale. Essi conosceranno una realtà molto diversa, la medicina della carenza di cibo, di cure e di prevenzione. Ma la riconoscenza che il paziente riconoscerà loro sarà forse il ricordo più intenso che proveranno. Siamo certi che apriranno gli occhi e il cuore come non hanno mai fatto! Ecco cosa pensano, alla vigilia della partenza, alcuni di loro: “Andare in Africa – ci dice Alessandro Petracca – è stato il mio desiderio da quando ero adolescente e si è rafforzato adesso, durante i miei studi accademici. Non prendo il Charity solo come un’occasione professionale ma come un’esperienza per crescere umanamente. Spero che l’Uganda mi faccia aprire gli occhi!”. Anche Marta Vacca crede che il Charity possa essere un’opportunità per mettere in pratica alcune competenze professionali in un contesto diverso da quello italiano: “Penso che non ci sia miglior modo per crescere se non andando lontano da casa, lontano dalla propria comfort zone, e sono convinta che questo sia anche un buon modo per cambiare lo sguardo sulla realtà. Infine, mi affascina l’idea di entrare in contatto con una nuova cultura da imparare e da scoprire”. Sara, Giulia, Vera, Francesca, Anna, Simone, Alessandro, Marta e Virginia: vi auguriamo un Charity che possa aiutarvi a crescere come persone, insegnanti e medici.

FORMAZIONE e LAVORO

Al Talent Garden Calabiana di Milano, dove da pochi mesi si trovano i nostri uffici, in occasione della Festa della donna abbiamo omaggiato tutte lavoratrici con le collane create dalle donne degli slum di Kireka e Kitintale, che sosteniamo attraverso il progetto “Social Jewels”. Il Talent Garden è infatti uno spazio dove lavorano molte imprese. Un dono che ha incuriosito e che ha permesso di far conoscere la nostra attività a favore delle donne più povere della periferia di Kampala. Un dono originale e inaspettato per giovani donne più a loro agio con app, internet e web che con l’artigianato africano che ha avuto un riscontro inaspettato in termini di generosità. Proprio grazie alle donazioni che abbiamo raccolto in questa occasione a Milano abbiamo acquistato delle “cutting machine” che permetteranno alle donne di Kireka e Kitintale di lavorare in maniera più rapida e sicura. Infatti, le collane, i bracciali e i rosari, ma anche i decori natalizi che commissioniamo come dono per i nostri donatori, sono realizzati con perline di carta, fatte con strisce che vengono arrotolate e lucidate. Riccardo Mariani e Samuel Okema si sono personalmente incaricati della consegna delle macchine: dagli sguardi e dai sorrisi delle donne degli slum traspariva tutta la più sincera gratitudine per un semplice strumento che renderà più veloce e quindi più redditizio il loro lavoro. Questa attività rappresenta per le donne di Kireka e Kitintale un importante fattore di sviluppo economico oltre che di autonomia.