Alla BCK Secondary abbiamo la necessità di ristrutturare le vecchie cucine. Il metodo di cottura tradizionale a legna verrà convertito in un sistema a basso impatto ambientale: il biogas. L’utilizzo di energia rinnovabile permetterà così di contrastare il disboscamento. Inoltre, verrà offerta agli studenti una formazione specifica su questi temi.
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Come evidenziato in un report del World Food Programme, in Uganda oltre il 90% dell’energia prodotta proviene da legna da ardere e da carbone, e questo genera diverse problematiche che oggi rendono la situazione ugandese particolarmente allarmante: prime fra tutte la deforestazione e l’impatto che l’inquinamento derivante da questi combustibili genera sulla salute della popolazione.
Negli ultimi vent’anni l’Uganda ha perso 2/3 delle proprie foreste e la National Environment Management Authority (NEMA) ha reso noto che qualora la deforestazione continuasse al ritmo attuale l’intera area boschiva scomparirebbe nei prossimi 40 anni. Aryamanya Mugisha, precedente direttore esecutivo della NEMA, ha dichiarato che la desertificazione dovuta alla deforestazione rischia di manomettere la sicurezza alimentare del paese in quanto scomparendo le fonti d’acqua, anche la produttività agricola ne sarebbe duramente colpita. Inevitabilmente, sarebbe la popolazione più povera a subirne le ripercussioni più gravi.
L’altra enorme problematica evidenziata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguarda l’inquinamento dell’aria dovuto alla cottura con combustibili solidi e alle conseguenze che genera sulla salute della popolazione. Il fumo prodotto dal combustibile da cucina uccide nel mondo 1,5 milioni di persone all’anno – soprattutto donne e bambini, essendo essi maggiormente esposti – con un livello di mortalità superiore a quello della malaria (405.000 morti all’anno). Cucinare con legna, sterco, carbone e altri combustibili solidi è un importante fattore di rischio per la polmonite tra i bambini e per le malattie respiratorie croniche tra gli adulti, con più di due terzi dei decessi concentrati nel Sud-Est asiatico e nell’Africa subsahariana . Il programma Nationally Appropriate Mitigation Actions (NAMA) in Uganda , che ha l’obiettivo di fornire soluzioni energetiche sostenibili nelle scuole locali, ha evidenziato come i problemi di salute derivanti dal fumo della cottura a fuoco aperto pongano gravi preoccupazioni per gli studenti e ha promosso come soluzione alternativa l’utilizzo del sistema di biogas, il quale ridurrebbe l’esposizione degli alunni e dello staff accademico al fumo del fuoco aperto, riducendo allo stesso tempo la pressione sulle foreste e rallentando l’avanzamento della desertificazione. Questo tipo di intervento inoltre andrebbe ad agire sulla percentuale di popolazione che oggi utilizza energia pulita in Uganda (< 5%), rimasta invariata dall’anno 2000.
In questo contesto, l’intervento che si vuole attuare è volto alla riduzione dell’impatto ambientale della scuola superiore Bishop Cipriano Kihangire (BCK), sezione collegio, attraverso la promozione di risorse rinnovabili e della salvaguardia dell’ambiente. Infatti, tramite l’installazione di un nuovo impianto di smaltimento delle deiezioni umane e nuovi impianti sanitari adatti a tale fine, sarà possibile fornire energia pulita alla nuova cucina della scuola e iniziare il processo di sostituzione della legna da ardere con il biogas.
La BCK Secondary è una delle migliori scuole d’Uganda, regolarmente classificata tra le migliori 50 scuole del Paese. Ospita in totale 2.816 studenti ed è divisa in due sezioni: una diurna, definita Daily, frequentata dagli studenti dalle 8 alle 16, un’altra collegiale, def inita Boarding, nella quale gli studenti soggiornano in uno studentato accanto alla scuola.
Ogni giorno per gli studenti della sezione Boarding (che sono 1.402, 708 maschi e 694 femmine) vengono serviti 3 pasti caldi (colazione, pranzo e cena), preparati nelle cucine adiacenti la scuola. Considerando che i giorni di lezione in un anno scolastico sono 260, risulta che ogni anno vengono serviti circa 1.070.000 pasti nella sezione collegiale. Pertanto, la struttura e l’attrezzatura della cucina sono sottoposte a un forte stress quotidiano a causa della grande mole operativa.
Questi locali necessitano di lavori strutturali, da una parte per riparare le parti consumate dal calore, dall’usura e dal fumo, dall’altra per sostituire l’attuale alimentazione a carbone con un sistema a gas, meno inquinante e più efficiente. La combustione del carbone è il sistema più comune in Uganda per la cottura del cibo. Esso, tuttavia, comporta un alto livello di inquinamento ed emissioni di CO₂, un elevato rischio di incendi e un maggior livello di usura delle pentole, dei fornelli e delle canne fumarie.
Inoltre, questo primo intervento rappresenterebbe solo la prima fase di un progetto più grande in cui il sistema a gas della cucina sarà collegato a due toelette compostanti (una della parte maschile e una della parte femminile) dei dormitori. Attraverso la conversione degli attuali servizi in bagni compostanti, sarà possibile:

  • diminuire fortemente l’uso d’acqua per i wc (tali servizi funzionano a secco);
  • alleggerire il carico organico della fossa biologica della struttura (attraverso la decomposizione del materiale organico);
  • permettere un considerevole risparmio energetico per le cucine (attraverso la produzione di biogas derivato dalla decomposizione delle deiezioni umane).

In virtù della sua importante funzione all’interno del complesso scolastico, è necessario che la cucina venga trasformata in un posto più sicuro, agevole e ordinato e che l’inquinamento e il consumo energetico da essa prodotto venga drasticamente ridotto.

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