Il progetto ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza alimentare delle famiglie delle baraccopoli di Kampala, attraverso lo sviluppo indipendente di un orto urbano casalingo
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Il progetto ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza alimentare delle famiglie delle baraccopoli di Kampala, attraverso lo sviluppo indipendente di un orto urbano casalingo che consente di coltivare ortaggi con cui sfamare la propria famiglia. Tuttavia, non essendoci all’interno delle baraccopoli terra e spazio a sufficienza per coltivare, i semi vengono piantati all’interno di materiali di riciclo (come scatole, tubi, sacchi, bottiglie, taniche di plastica), trasformando così la spazzatura che si accumula quotidianamente per le strade in vasi in cui far germogliare le proprie piante. 

 

 

Il progetto è iniziato ad aprile 2021 con una fase pilota, ovvero sperimentale, che ha coinvolto 26 persone, provenienti dalle fasce della popolazione più povere, che hanno la responsabilità di mantenere le proprie famiglie da sole (per un totale di 183 individui tra donne, bambini, anziani, e persone con disabilità). La prima fase del progetto ha previsto lo svolgimento di lezioni pratiche e teoriche al fine di fornire ai partecipanti le competenze necessarie per avviare la propria attività di urban farming. Le lezioni pratiche si sono svolte in un orto urbano comunitario aperto e inaugurato dagli stessi beneficiari che hanno così potuto mettere in pratica quanto appreso durante le lezioni teoriche. Una volta terminata la formazione, ciascun partecipante ha ricevuto semi, terra, contenitori e attrezzature per avviare il proprio orto urbano casalingo. Le varietà di semi tra cui scegliere erano oltre 10, tra cui pomodori, spinaci, carote, patate e zucca. Nei mesi successivi abbiamo organizzato frequenti visite di monitoraggio casa per casa così da poter valutare i progressi, ascoltare le difficoltà e offrire supporto a chi potesse averne bisogno. 

A settembre 2021, al termine della fase pilota, tutti i partecipanti sono riusciti a piantare, far germogliare e crescere le proprie verdure. Il risultato più grande è stato constatare che prima del progetto in 18 persone su 26 riuscivano a stento a mangiare una volta a giorno, al termine del progetto tutti e 26 (e con loro le loro famiglie) riescono ora a consumare due pasti sani e nutrienti grazie al loro raccolto. Un altro risultato importante è stato raggiunto da ben 13 beneficiari: avendo coltivato più verdure del necessario per il proprio consumo familiare, hanno deciso di vendere il proprio raccolto e con quanto guadagnato di acquistare nuovi semi. Infine, questi semi di speranza hanno già iniziato a diffondersi: avendo tratto così tanto beneficio dal progetto, tutti i beneficiari hanno sentito il bisogno di condividere e trasmettere quanto appreso a chi potesse averne bisogno, raggiungendo ciascuno altre 4 nuove persone. 

Abbiamo iniziato a raccogliere i primi frutti, ma il nostro desiderio è che questi semi di speranza possano diffondersi sempre di più.

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