Il Charity Work Program continua alla BCK e al BMC

Anche quest’anno gli studenti dell’Università Cattolica avranno l’opportunità di partecipare all’UCSC Charity Work Program in Uganda. Si tratta di un programma di solidarietà promosso dall’Università Cattolica che ogni estate manda in diversi paesi del mondo numerosi studenti per vivere un’esperienza di volontariato. Dopo l’esperienza positiva dello scorso anno, gli studenti della BCK non vedono l’ora di incontrare le prossime insegnanti che trascorreranno con loro un mese questa estate. I bambini non le conoscono ancora, ma Sara, Giulia e Vera si stanno già preparando per vivere al meglio questa nuova esperienza. Noi le abbiamo incontrate per spiegare loro il contesto e le attività e ci sono sembrate davvero in gamba. Vogliamo farle conoscere anche a voi attraverso quello che hanno scritto nella lettera di presentazione: Sara Giuliani, laureata in scienze dell’educazione e ora iscritta alla magistrale di Consulenza Pedagogica: “Ho scelto di partecipare al Charity perché credo che sia un’esperienza unica che mi permetterà di mettermi in gioco, di scoprire i miei limiti, ma anche le mie risorse. Non vedo l’ora di partire e di lasciarmi stupire dalla gioia di vivere, dalla felicità e dall’amore delle persone che incontrerò!”; Giulia Gafforio, 23 anni, laureata in Scienze dell’educazione: “Sono davvero contenta di poter partecipare al Charity in Uganda. Il volontariato ha sempre fatto parte della mia vita ed è attraverso le esperienze vissute che ho capito qual è la mia vocazione: essere al servizio degli altri. Credo che il Charity rappresenti per me l’opportunità, non solo di mettere in pratica quello che ho imparato attraverso i miei studi, ma anche di conoscere sempre di più me stessa e capire quello che voglio per il futuro”; Vera Brunelli, 21 anni, studentessa di Scienze della formazione: “Ho scelto di partire per l’Africa perché spero di aprirmi a nuovi orizzonti e a nuove culture, mi auguro di poter essere di aiuto ai bambini ugandesi e di poter mettere a servizio dei bambini le mie competenze e le mie conoscenze di insegnante, consapevole di trovare un sistema scolastico diverso da quello italiano. Ho voglia di mettermi alla prova sia come persona, sia come insegnante”. Saranno 6 gli studenti di medicina della Università Cattolica di Roma che avranno l’opportunità di affiancare i medici del nostro ospedale. Essi conosceranno una realtà molto diversa, la medicina della carenza di cibo, di cure e di prevenzione. Ma la riconoscenza che il paziente riconoscerà loro sarà forse il ricordo più intenso che proveranno. Siamo certi che apriranno gli occhi e il cuore come non hanno mai fatto! Ecco cosa pensano, alla vigilia della partenza, alcuni di loro: “Andare in Africa – ci dice Alessandro Petracca – è stato il mio desiderio da quando ero adolescente e si è rafforzato adesso, durante i miei studi accademici. Non prendo il Charity solo come un’occasione professionale ma come un’esperienza per crescere umanamente. Spero che l’Uganda mi faccia aprire gli occhi!”. Anche Marta Vacca crede che il Charity possa essere un’opportunità per mettere in pratica alcune competenze professionali in un contesto diverso da quello italiano: “Penso che non ci sia miglior modo per crescere se non andando lontano da casa, lontano dalla propria comfort zone, e sono convinta che questo sia anche un buon modo per cambiare lo sguardo sulla realtà. Infine, mi affascina l’idea di entrare in contatto con una nuova cultura da imparare e da scoprire”. Sara, Giulia, Vera, Francesca, Anna, Simone, Alessandro, Marta e Virginia: vi auguriamo un Charity che possa aiutarvi a crescere come persone, insegnanti e medici.

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