Emergenza Covid

La pandemia in Uganda

Notizie in aggiornamento

 
30 giugno 2021

Covid-19 mette in ginocchio il Paese, contagi aumentati del 2.800%
Persone decedute nelle corsie di ospedale o nelle proprie abitazioni, carenza cronica di ossigeno e un aumento dei contagi ormai fuori controllo. È questa la drammatica situazione che sta vivendo da settimane l’Uganda colpito da una devastante ondata di Covid-19 che ha aggravato l’enorme crisi economica dovuta proprio alle misure per il contenimento del coronavirus adottate nel 2020. In base agli ultimi dati disponibili, i contagi di Covid-19 al 27 giugno sono cresciuti a 78.934 – stima ampiamente sottostimata – di cui 23.000 segnalati solo a giugno. In tre mesi l’Uganda si è trovato ad essere uno dei Paesi con la più alta crescita di contagi a livello continentale: +2.800% di nuovi casi tra marzo e giugno. I reparti ospedalieri in tutto l’Uganda si stanno riempiendo di pazienti Covid-19 con la conseguente paralisi dell’intero sistema sanitario in un Paese in cui le terapie intensive scarseggiano. Prima dell’inizio della pandemia di Covid-19 l’Uganda disponeva solamente di 12 unità di terapia intensiva operative (di cui 3 in ospedali pubblici e 9 in ospedali privati) per un totale di 55 letti in tutto il Paese: 1,3 letti di terapia intensiva per milione di abitanti. Nel corso del 2020, il ministero della Salute ugandese ha istituito 30 centri di isolamento e circa 10 letti di unità di terapia intensiva in ognuno dei quattordici ospedali regionali e nei due nazionali di riferimento. Il numero è decisamente inferiore alle esigenze della crisi attuale.

La situazione che si presenta dall’inizio di giugno è drammatica e, come sottolineato da molti operatori sanitari, le persone stanno morendo nelle corsie degli ospedali o nelle proprie abitazioni. Al pari di quanto accaduto in India, uno dei maggiori problemi è la grave carenza di ossigeno. I 14 più grandi ospedali federali dell’Uganda hanno ciascuno impianti per la generazione di ossigeno e forniscono bombole agli ospedali e alle cliniche più piccoli, ma stanno lottando per soddisfare l’aumento della domanda. La disponibilità di ossigeno in Uganda è diventata quindi una questione di vita o di morte per le persone affette da Covid-19. In uno dei più grandi ospedali dell’Uganda 30 persone ricoverate nell’unità di terapia sono decedute a metà giugno per l’esaurimento delle scorte di ossigeno.

Mentre il Covid-19 si diffonde rapidamente, la somministrazione dei vaccini che potrebbe in qualche modo alleviare la pressione sugli ospedali, va invece a rilento. I vaccini scarseggiano in Uganda, come in diversi paesi dell’Africa. In base ai dati disponibili, al 26 giugno 854.232 persone hanno ricevuto la prima dose mentre solamente 4.129 risultano completamente vaccinate, su un Paese di 44 milioni di abitanti.

Le misure di lockdown imposte dal governo lo scorso 19 giugno hanno aggravato ulteriormente la crisi economica, portando le famiglie a lottare non solo contro il virus, ma anche per la loro stessa sopravvivenza. Nel contesto delle baraccopoli famiglie anche di 10 persone vivono in una singola stanza e non hanno di che sostentarsi e anche chi dispone di risorse teme di non riuscire a sopravvivere fino al 30 luglio, data della fine del lockdown.

Come Fondazione Italia Uganda stiamo cercando di rispondere ad un’emergenza senza precedenti tramite il Fondo Emergenza distribuendo alle famiglie in difficoltà pacchi alimentari di durata settimanale, che consentano a ciascuno di ricevere almeno un pasto al giorno. Inoltre, per limitare la diffusione del virus, stiamo consegnando delle mascherine prodotte presso la nostra sartoria.

Insieme possiamo fermare l’emergenza nell’emergenza. Scopri cosa puoi fare tu: https://www.italiauganda.org/campagne/fondo-emergenza/.

 
6 giugno 2021
La situazione in Uganda è critica, sale il numero dei contagi, in soli 10 giorni si sono registrati oltre 10.000 casi. A fronte di questo dato preoccupante, il Presidente ugandese Yoweri Museveni ha indetto un nuovo lockdown di 42 giorni. Ritornano le restrizioni, aggravando le condizioni di una popolazione già allo stremo.
 
Di seguito le principali misure imposte, riportate così come da decreto:
  1. Coprifuoco applicato con rigore dalle 21 alle 5.30 del mattino
  2. Scuole e istituti di istruzione superiore chiusi per 42 giorni, a partire dalle ore 8 di mattina del 7 giugno
  3. Gli insegnanti dovranno completare la vaccinazione per tornare in aula
  4. Celebrazioni religiose in chiese e moschee sospese per 42 giorni, i fedeli potranno pregare da casa
  5. Raduni ed eventi pubblici e culturali sospesi per 42 giorni
  6. Attività agricole concesse senza limitazioni
  7. Attività di supermercati, cantieri, hotel e aziende concesse nel rispetto delle procedure stabilite per il contenimento del virus (SOPs)
  8. Mercati all’aperto e mezzi di trasporto pubblico interdistrettuali sospesi per 42 giorni
  9. Divieto di spostamento tra i vari distretti ad eccezione di spostamenti per comprovata necessità o emergenza
  10. Attività di bar sospesa: in stato di ebbrezza non si è in grado di seguire le SOPs

Seguiranno ulteriori aggiornamenti sull’evoluzione della pandemia in Uganda.

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