Sempre sul campo, dove tutto è cominciato

Quello di Vittoria, responsabile della raccolta fondi in Fondazione Italia Uganda, non è solo un ritorno in Uganda: è un ritorno alle origini, a quella scintilla che, oltre sessant’anni fa, ha acceso la missione di padre Giovanni Scalabrini. Un seme piantato ad Awach, nel nord del Paese, e oggi diventato un albero rigoglioso che continua a offrire frutti a chi ha più bisogno.

Vittoria, in occasione del suo recente viaggio alla missione di padre John, ha attraversato scuole, baraccopoli, campi coltivati e dormitori appena costruiti. Il suo viaggio è la testimonianza viva di come la missione di padre John sia ancora presente, operosa e carica di speranza.

Una scuola che abbraccia

Alla Primary School delle scuole BCK, a Kampala, l’impatto provato da Vittoria è immediato e molto forte: “Rivedo le divise rosse, i sorrisi dei bambini che danzano in un ballo armonico. Mi coinvolgono, mi inondano con la loro gratitudine. È intenso viverli.” Così Vittoria racconta l’accoglienza calorosa ricevuta dai bambini delle scuole che padre John ha così fortemente voluto.
Alle BCK viene posta un’attenzione particolare alla salute dei bambini (ogni studente, infatti, riceve due pasti nutrienti al giorno, il pranzo e la merenda, e la copertura sanitaria di base) e viene dato lavoro a insegnanti e staff scolastico (ai quali vengono anche regolarmente forniti corsi di formazione e di aggiornamento).
Un vero e proprio presidio di futuro nato in un contesto difficile, ma oggi simbolo di forza e dignità.

Peacefeeding: quando un pasto cambia la vita

Il viaggio di Vittoria prosegue alla volta della Elgon School, una delle cinque scuole che fanno parte del progetto Peacefeeding – alimentiamo la pace. Qui l’energia dei bambini è contagiosa: «Ogni volta che torno in questi luoghi mi rendo conto sempre di più che un piccolo aiuto è in grado di generare un grande impatto», racconta Vittoria.
E ha ragione: nel corso degli anni, infatti, con il progetto Peacefeding abbiamo promosso la frequenza e la partecipazione scolastica tra i bambini più vulnerabili, assicurando loro un pasto ogni giorno.
Anche all’MK Learning Centre, un altro istituto coinvolto nel progetto, il direttore ci tiene a lasciare un messaggio ai donatori di Fondazione Italia Uganda: “Il vostro aiuto ha cambiato le condizioni della scuola e le vite di tutti i nostri studenti. Le voci dei bambini, la loro vitalità, sono la prova che stiamo costruendo basi solide per il domani.

Ad Awach, dove tutto è iniziato

Poi la lunga strada verso nord, per raggiungere la prima scuola fondata da padre Giovanni. Awach, nel distretto di Gulu, è una delle zone più rurali dell’Uganda, ed è proprio qui che nel 1964 padre John iniziò la sua missione. “Qui lo scenario è diverso e anche le scuole sono più piccole, ma l’emozione è incontenibile”.
Diventato parroco, padre Giovanni si rese subito conto di come in Uganda sono tanti i bambini che non hanno nulla e per cui la scuola è l’unica salvezza. Grazie a questa intuizione, la scuola di Awach nel tempo ha garantito l’istruzione a centinaia di bambini che altrimenti non avrebbero avuto nessuna possibilità di studiare, salvandoli da una vita difficile.
Spostandosi poi verso la scuola St. Raphael di Bari, Vittoria racconta: “Due anni fa qui non c’era nulla. Oggi c’è un dormitorio per ragazze e ragazzi. È commovente sapere ed essere testimone che tutto ciò è stato reso possibile dai donatori che hanno permesso di costruire quanto era necessario”.
I bambini osservano Vittoria prima timidamente, ma poi si lanciano in un caloroso abbraccio: oggi più che mai qui c’è un’opera viva e concreta.

Suor Lucy e la sua immensa forza

L’ultima visita di Vittoria alla vecchia casa di Suor Lucy, l’aveva lasciata con un senso di impotenza: le condizioni dei tanti bambini e ragazzi orfani disabili erano davvero difficili a causa degli spazi stretti e del forte caldo. Eppure, anche allora, l’energia di Suor Lucy era così forte da farmi dimenticare tutto il resto. “Bastava guardarla mentre si prendeva cura dei bambini per sentire l’amore che trasmette, ogni giorno. Oggi, finalmente, le cose sono cambiate: grazie alla nuova casa Suor Lucy può contare su uno spazio più grande, un ambiente che offre più sicurezza e dignità ai suoi bambini. Ho provato un grande senso di orgoglio quando, con la gioia negli occhi, mi ha mostrato i letti che le abbiamo donato, la cucina e il nuovo frigorifero che abbiamo portato in questa occasione. Indimenticabile.

Semi di Speranza: da baraccopoli a imprese locali

Il viaggio di Vittoria si conclude agli Acholi Quarters, tra le vite di tutte quelle famiglie oggi trasformate dal progetto Semi di Speranza. “Due anni fa le donne ci accolsero con i loro ortaggi in mano, una soddisfazione immensa. Ma oggi è tutto ancora più grande e meraviglioso: oggi grazie agli orti comunitari le famiglie hanno anche realizzato una linea di prodotti naturali per la cura del corpo: si chiama Yot Kom, che in lingua Acholi significa corpo sano.
Sono oltre 3000 le persone coinvolte in questa trasformazione: famiglie che non solo coltivano il proprio cibo, ma iniziano a venderlo, a generare reddito, a sentirsi parte attiva di una nuova economia comunitaria.

Siamo ancora lì, come allora. Ma oggi abbiamo bisogno di te.

Sono passati più di sessant’anni da quando padre John mise piede in Uganda, ma la presenza della Fondazione Italia Uganda non è cambiata: siamo sempre accanto a chi ha bisogno, proprio lì dove padre Giovanni ha piantato il primo seme.

Dona ora e continua con noi questa straordinaria opera di speranza.

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